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Canelloni CowboyPosted by Gerry Ranson on April 26, 2012 at 15:30 View Blog | |
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I’ve just returned from Northern Italy where I’ve been working on the debut
solo release by the violinist, singer and songwriter Chiara Giacobbe.
Formerly of the roots-rock band Lowlands, Chiara’s recently been guesting
with local heroes, The Mandolin’ Brothers, and I was lucky enough to catch
one of their gigs while I was out there. Fronted by singer-songwriter Alessandro ’Jimmy’ Ragazzon and hailing from the town of Voghera, the Mandolins are something of an Italian Americana institution, having formed back in 1979. Releasing four albums, they cover a broad sweep of American influences, from country to blues and rock’n’roll, delivered with impeccable musicianship based around buzzing slide guitar, Hammond organ and, yes, mandolin. |
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Playing mostly original songs, they round their live set out with classic heart-on-sleeve covers from the likes of
Steve Earle, Little Feat and The Band. On the occasion I saw them, we’d just learned of the passing of the great
Levon Helm and accordingly ’The Weight’ was covered not once but twice! The band’s most recent release is the mini-album Moon Road, featuring six original songs recorded in Austin, Texas in 2010 with such luminous guests as Cindy Cashdollar, Nitty Gritty Dirt Band drummer Merel Bregante, renowned session guitarist Kenny Grimes and Reckless Kelly’s Cody Braun. The package comes complete with a DVD ’postcard’ of their trip. There does seem to be quite a little scene going on in Italy. There are of course Lowlands themselves, whose Gypsy Childalbum caused a few ripples last year, and whose working relationship with the likes of Chris Cacavas and Joey Huffman does them great service. And then there’s Stiv Cantarelli, formerly of the MoodFood-signed Satellite Inn, whose latest album Innerstate boasts backing from Richmond Fontaine. The Wild Boars from Turin are a driving mix of bluegrass, country-rock and Pogues-ish revelry. And of course in the UK we have our own Italian-born singer -songwriter in the form of Trent Miller, whose albums on the Bucketfull Of Brains label have received wide acclaim. | |
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Sadly, such acts feel under-appreciated on their home turf.
The Italian economic situation has increased difficulties
for bands who are disinclined to sing in their own language
yet play the music they love and, not unreasonably, they
crave recognition further afield. There’s a healthy
Americana market in the rest of Europe and the UK, and
such acts deserve to be part of it. The Mandolins have a dream to play in London and I’d like to help make that happen. Shouldn’t be too hard - Barry Marshall-Everitt’s magnificent House Of Mercy radio show has been featuring their stuff for a year or more, so there is certainly a germ of support. But if any other promoters, journalists or DJs or people with a floor to kip on are interested in lending a hand, do please get in touch. And everybody else, if you fancy a summer holiday with good food, good wine, good company and - above all - good music, consider a musical tour of Northern Italy. Italian hospitality is, after all, second to none! Lastly, I apologise for the rather corny title of this post... |
Same article published also in: NO DEPRESSION | |
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R2 magazine - maggio 2012
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| Buscadero - luglio 2011 |
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recensione dal sito: |
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Mandolin’ Brothers | ||
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Malgrado gli oltre trent’anni di carriera, i pavesi Mandolin’ Brothers esordirono su CD solo nel 2000 con For Real, seguito a ben otto anni di distanza dall’interessantissimo Still Got Dreams. Da allora tutto è cambiato e dal 2008 viaggiano ormai alla media di un disco all’anno, considerando anche |
di Stefano Tognoni |
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IN DETTAGLIO | |
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I due cofondatori del gruppo Alessandro "Jimmy" Ragazzon e Paolo Canevari guidano una band ormai super
rodata ed affiatata, completata da Riccardo Maccabruni, Giuseppe "Joe" Barreca, Daniele Negro e dall’ottimo
Bruno De Faveri che purtroppo, a causa di un incidente, nel proseguo della carriera dei Mandolin’ dovrà dare
il suo apporto esclusivamente in fase compositiva o in studio di registrazione, sostituito nei live dal pur
valido Marco Rovino, da tempo nel "giro" della band. Alla registrazione di Moon Road hanno contribuito anche
molti celebri ospiti ed oltre al già citato Bregante è doveroso ricordare tra gli altri Cindy Cashdollar
(Van Morrison, Dave Alvin), Cody Braun dei Reckless Kelly e Kenny Grimes (Lynda Jones, Terry Clarke, Sarah Pierce). |
BRANI MIGLIORI | |
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Suono - aprile 2011 ![]() |
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Classix - aprile 2011 ![]() |
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Buscadero - aprile 2011 ![]() |
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a r t i c o l o t r a d o t t o |
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www.zicazic.com Scritto da Fred Delforge lunedì, 7 marzo 2011 30 Lives! (Studiottanta − Fortuna Records − Venus Distribution − 2009) Durata 73’48 − 16 brani Moon Road (Studiottanta − Fortuna Records − Venus Distribution − 2010) Durata 25’40 − 6 brani + DVD 15’ http://www.mandolinbrothersband.com http://www.myspace.com/mandolinbrothersband | |
| Per quanto indietro possiamo risalire nel tempo, è nel 2009 che troviamo le prime tracce del Mandolin’ Brothers, quando i due padri del progetto si esibivano come duo acustico di country blues e accompagnavano la Treves Blues Band. Due anni più tardi, il cantante e chitarrista Jimmy Ragazzon e la sua spalla Paolo Canevari si associavano con un bassista ed un batterista, e portavano il gruppo verso il blues rock, del quale riprendevano gli standard. |
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Passati gli anni, il duo italiano ha conosciuto numerosi cambiamenti di line up ma anche di repertorio, ed è accogliendo delle tastiere, una fisarmonica
o ancora un mandolino che il duo fondatore è arrivato a proporre una musica dove le radici nord-americane sono onnipresenti,
ma dove l’apporto latino non 6egrave; mai assente, prova ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, che il blues non è un genere statico e
che quando si è un gruppo che si è esibito a fianco di Andy J. Forest, di Popa Chubby, di Eric Bibb o dei Nine Below Zero, sempre
con lo stesso successo, è possibile aggiungerci giorno per giorno un po’ della propria personalità. Sebbene i Mandolin’ Brothers abbiano attraversato con un vero successo tre decenni di carriera, e siano stati scelti per rappresentare l’Italia e il Rootsway Roots’n’Blues Food Festival di Parma all’International Blues Challenge di Memphis nel 2010, non hanno voluto strafare con le registrazioni dato che, alla fin fine, sono solo al loro quarto album, dei quali gli ultimi due presentiamo congiuntamente su queste pagine e sono delle registrazioni live eseguite negli ultimi due anni, il primo, "30 Lives!", a Pavia in occasione del trentesimo anniversario del gruppo e il secondo, "Moon Road", alla virata americana della formazione, con le testimonianze filmate delle esibizioni di Memphis e sei pezzi registrati in studio ad Austin, Texas, insieme ad amici ed invitati. Quanto basta per entrare pienamente nell’universo molto particolare di un gruppo dove le lap steel e le fisarmoniche vanno ben d’accordo e dove l’energia prevale di tanto in tanto sul lato convenzionale della partizione, soprattutto quando il jet lag si fa sentire. Tanto seducenti e musicalmente impeccabili nei pezzi scritti da loro come "Stompin’ Blues", "Still Got Dreams", "Went To See The Poet" o "Carton Box", quanto convincenti in cover del calibro di "You Gotta Move" o "Troubles No More", i Mandolin’ Brothers dimostrano di essere dei veri artisti nati per il palco, ma provano anche, con questi due superbi digipack, che proporre degli album di qualità èun compito per il quale sono davvero portati. Ci resta solo da aspettare che attraversino il confine e vengano a suonare in Francia! | |
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a r t i c o l o i n l i n g u a o r i g i n a l e |
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www.zicazic.com Ecrit par Fred Delforge lundi, 07 mars 2011 30 Lives! (Studiottanta − Fortuna Records − Distribuzione Venus − 2009) 73’ 48 Durèe − 16 Titres Moon Road (Studiottanta − Fortuna Records − Distribuzione Venus − 2010) 25’40 Durèe − 6 Titres + DVD 15’ environ http://www.mandolinbrothersband.com http://www.myspace.com/mandolinbrothersband | |
| Aussi loin que l’on puisse remonter dans le temps, c’est toujours à l’année 2009 que nous ramènent les premières traces des Mandolin’ Brothers, lorsque les deux pères du projet se produisaient en duo acoustique de country blues et accompagnaient le Treves Blues Band. Deux années plus tard, le chanteur et guitariste Jimmy Ragazzon et son acolyte guitariste Paolo Canevari s’associaient avec un bassiste et un batteur et emmenaient leur groupe vers le blues rock dont ils reprenaient les standards. |
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Les années passant, le combo italien connaîtra son lot de changements
de line up mais aussi de répertoires et c’est en accueillant des claviers, un accordéon ou encore une mandoline que le duo fondateur en
arrivera à proposer une musique où les racines nord-américaines sont omniprésentes mais où l’apport latin n’est jamais laissé sur la touche,
preuve s’il en fallait encore que le blues n’est pas un genre figé et que quand on est un groupe qui s’est produit aux côtés
d’Andy J. Forest, de Popa Chubby, d’Eric Bibb ou encore de Nine Below Zero avec toujours le même succès, il est possible de lui apporter
chaque jour un peu de sa propre personnalité. Si les Mandolin’ Brothers ont traversé avec un réel succès trois décennies de carrière et qu’ils ont été désignés pour représenter l’Italie et le Rootsway Roots’n’Blues Food Festival de Parme à l’International Blues Challenge de Memphis en 2010, ils n’en ont pas pour autant inondé les bacs de leurs enregistrement puisqu’en tout et pour tout, ils n’en sont qu’à leur quatrième effort, les deux derniers présentés conjointement en ces pages présentant des enregistrements live immortalisés durant les deux dernières années, le premier, " 30 Lives! " à Pavie à l’occasion du trentième anniversaire du groupe et le second, " Moon Road ", lors de la virée américaine de la formation avec à la clef des témoignages filmés des prestations données à Memphis et six pièces enregistrées en studio à Austin, Texas, en compagnie d’amis et d’invités. De quoi pénétrer tout entier dans l’univers très particulier d’un groupe où les lap steel et autres accordéons font plutôt bon ménage et où l’énergie prime parfois sur le côté conventionnel de la partition, surtout quand le jet lag s’invite à la table des musiciens. Aussi séduisants et musicalement impeccables sur leurs propres compositions comme "Stompin’ Blues", "Still Got Dreams", "Went To See The Poet" ou encore "Carton Box" que convaincants sur des covers de la trempe d’un " You Gotta Move " ou d’un " Troubles No More ", les Mandolin’ Brothers démontrent par l’exemple qu’ils sont de véritables artistes taillés pour la scène mais prouvent également au travers de deux superbes digipack que proposer des albums de qualité est un exercice pour lequel ils montrent de réelles aptitudes. Reste maintenant à franchir les Alpes et à venir se produire jusque dans l’hexagone . . . | |
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Rockerilla - febbraio 2011 ![]()
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Jam - febbraio 2011 ![]()
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t r a t t o d a l b l o g d i |
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Mandolin’ Brothers - Moon Road - Studiottanta - Fortuna Records CD+DVD Ok, le radici sarebbero di Voghera, ma Pavia indica la zona geografica dove brulica tutto un mondo di musicisti innamorati della musica anglo-americana e che la suonano anche: dai Lowlands (fedeli "clienti" di questo Blog) ai Southlands passando per decine di altri gruppi e solisti di cui vi ho riferito di passaggio nel Post dedicato al tributo "Pavese" alla musica di John Lennon . Ma i nostri amici sono un pò gli originatori di tutto questo gruppo: in attività dal lontano 1979 e così battezzati, Mandolin’ Brothers, dal buon Fabio Treves, anche se il mandolino agli inizi non c’era (ma sarebbe arrivato) e non erano neppure fratelli con lo scorrere del tempo si sono costruiti una reputazione come uno dei migliori gruppi italiani (ma cantano in inglese) in quello stile che si trova ai confini tra country, blues, roots music e "buona musica". La discografia non è proprio copiosissima: tre dischi tra il 2001 e il 2009 (più questo Moon Road) e una collaborazione tra il cantante e armonicista Jimmy Ragazzon e il chitarrista (area Treves Blues Band) Maurizio "Gnola" Glielmo intitolata Blues Ballads and Songs (che quello contiene). Per il resto tanti concerti e tanta passione. Questo album è il frutto di una fortunata coincidenza. Nel 2009 vengono scelti per rappresentare l’Italia all’International Blues Challenge ch si tiene ogni anno a Memphis, Tennesse (insieme a Francesco Piu) e il DVD che è allegato a questa confezione dal titolo quantomai esplicativo di "Usa 2010" è un breve resoconto amatoriale (sono meno di 20 minuti) di quanto avvenuto a Memphis nell’occasione ma ci sono anche delle immagini (e relativa musica) che ci portano nello studio di Merel Bregante in quel di Austin, Texas dove è stato registrato il disco. E qui arriviamo all’album, un mini-album di 6 brani per la precisione, ma che vale come fosse un disco intero e che avevo dimenticato di inserire tra le cose più interessanti di questo 2010 finito da poco. Ma poi. su stimolo di un mio amico, che mi ha detto "potresti parlarne nel tuo Blog" e perchè no, eccoci qua, sia pure in leggero ritardo, ne hanno già parlato il Buscadero e altri giornali, oltre a Blog vari ma una ulteriore voce in più non fa mai male e poi nel mio Blog potrò parlare della musica che mi piace! Se il nome Merel Bregante vi dice qualcosa è perchè questo signore è stato negli anni ’70 il batterista di Loggins & Messina, poi quando ha appeso le bacchette al chiodo e si è trasferito, e accasato in quel di Austin (sua moglie è la bravissima Sarah Pierce, un’ottima cantante con un curriculum di 6 album che vi consiglio indistintamente, nel senso che quello che trovate va bene in ogni caso perchè non sono di facile reperibilità e sono belli tutti). Lì a Austin Bregante ha aperto uno studio di registrazione ed è lì dove i Mandolin’ Brothers e un manipolo di prodi musicisti americani hanno registrato questo album: nomi magari non altisonanti ma di sicura qualità nell’ambito della musica roots, Cindy Cashdollar, dobroista sopraffina e collaboratrice di Van Morrison (ma anche Dylan, Ryan Adams e Dave Alvin), Cody Braun dei Reckless Kelly, Lynn Daniel, Kenny Grimes, Doug Hudson e Carl Loschiavo. Il risultato finale è eccellente: si va dal country-rock midtempo della deliziosa Hold Me con il dobro della Cashdollar in evidenza mentre la voce sorniona di Ragazzon pilota i vari interventi solisti dei musicisti e non fa rimpiangere i grandi interpreti di questo filone, dalla vecchia Nitty Gritty ai Poco, Pure Prairie League e soprattutto, almeno per le mie orecchie, i grandi Amazing Rhythm Aces di Russell Smith con cui la voce di Jimmy Ragazzon per ragioni genetiche (gemelli separati alla nascita?) ha più di un punto di contatto. La coda finale strumentale con i due chitarristi del gruppo (tra cui Marco Rovino che è il mandolin’ brother) a duettare con la Cashdollar e gli altri musicisti meriterebbe di non essere sfumata. 49 Years una bellissima ballata impreziosita dal violino di Cody Braun che si incastra a perfezione con la steel d’ordinanza e con la bella voce evocativa di Ragazzon, non ha da nulla da invidiare al meglio della produzione americana di genere. E che dire dell’ottima Moon Road, un’altra slow song guidata dal suono particolare della fisarmonica di Riccardo Maccabruni mentre le chitarre, slide, lap steel e elettrica, pennellano una serie di interventi brevi ed efficaci ai limiti della poesia sonora, dei piccoli acquarelli delicati incorniciati ancora una volta dall’ottima interpretazione del buon Ragazzon. Old Rock And Roll, come da titolo, è una gustosa canzone piena di energia che ricorda anche i vecchi Loggins and Messina, Maccabruni questa volta si sposta ad un pianino intrigante mentre la chitarra dell’ospite Kenny Grimes divide gli interventi solisti con l’armonica di Ragazzon. Dr.Dreams è l’altro brano che mi ha ricordato moltissimo Russell Smith e i suoi Amazing Rhythm Aces che erano un po i Little Feat del country-roots, belle armonie vocali (e qui ci sono), soluzioni sonore sempre brillanti (e anche qui ci siamo) e ottime canzoni (che non guasta mai), e il mandolino in questo brano si sente eccome! Conclude le operazioni Another Kind un’altra bella canzone con fisarmonica e mandolini in evidenza, più acustica delle precedenti e con un gusto decisamente più country ma sempre gustosa. A questo punto citiamo anche la sezione ritmica composta da Daniele Negro alla batteria e Giuseppe Barreca al basso, l’altro chitarrista Paolo Canevari e il mandolinista aggiunto Bruno De Faveri. Comunque per la serie la musica (e la critica) sono belle perchè sono varie poi ognuno ci vede (e ci sente) quello che vuole, l’importante è che la musica stessa sia bella e qui ce n’è in abbondanza. Per ulteriori notizie http://www.mandolinbrothersband.com Mettiamo anche un video per completare l’opera e poi non dite che non vi ho avvisato! QSB (Questi Son Bravi). Bruno Conti |
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tratto da: zambosplace.blogspot.com |
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Mandolin’ Brothers > Moon Road
Rimane sempre una colonia l’Italia per quanto riguarda il rock n’ roll anche se è una
di quelle colonie che godono di uno statuto speciale con tanto di parziale indipendenza e completa autonomia.
Negli anni sono cresciute centinaia di band che pur riferendosi in maniera inequivocabile al rock americano,
copiando stili, imitando atteggiamenti e usando la stessa lingua, hanno sviluppato una propria autonomia ricreando
lo stesso feeling con un inconfondibile spirito italico mettendoci innocenza, vivacità ed entusiasmo. Doti che hanno
in parte sopperito ad una tecnica non sempre eccelsa e ad una comprensibile mancanza di malizia nel plasmare una lingua
non naturale per noi latini. Al di là delle difficoltà ne è nata una italian wave che si è fatta apprezzare anche all’estero,
soprattutto nella "madre patria" America. Gli esempi non mancano e abbondano, basta leggersi i nomi che riempiono il tributo
For You alle canzoni del Boss per avere un’ idea del fenomeno, alcuni di questi nomi sono arrivati nei club e nelle
radio americane e non è poco se si pensa che qui da noi le radio (al 99% una vera schifezza) non offrono un briciolo
di promozione e i locali che fanno musica sono come il temolo.
È un piacere quindi trovare una band dell’Oltrepò Pavese, un tempo zona famosa solo per i vini con le bollicine e oggi teatro
di una scena assolutamente frizzante nel campo del rock e del blues, invitata in quel tempio sacro del rock n’roll che è Memphis
e ospite dell’International Blues Challenge. Significa che la passione, la dedizione, i sacrifici e la tenacia sono stati alfine
premiati ed un sogno americano si è finalmente avverato. |
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Home page
inserito 21/12/2010
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Mandolin’ Brothers & Friends
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alla carriera (e alla dedizione) con cui questa
"piccola" rock’n’roll band italiana è diventata un assoluto punto di riferimento
per le sonorità Americana nel nostro paese (partiti dal blues hanno imbarcato
strada facendo ogni espressione dell’american music). Da qui l’idea di allegare
alle sei tracce dell’Ep un breve documentario intitolato "USA 2010" in cui il
gruppo sancisce la sua avventura oltreoceano con immagini semplici, soltanto per
ricordarsi di esserci stati, di avere percorso quelle strade. È un omaggio che fa bene ai Mandolin’ Brothers e potrebbe anche convincere i più scettici sulle qualità della band, oggi allargata definitivamente alle chitarre e mandolino di Marco Rovino e con la presenza sempre più determinante di Riccardo Maccabruni al piano, organo e fisarmonica. Se sono riusciti a rompere il muro della diffidenza persino giocando in casa dei "campioni" americani, perchè non dovrebbero ottenere gli stessi risultati in Italia, dove attualmente hanno pochi rivali nel setacciare le radici del suono denominato roots rock. Moon Road, seppure disco di raccordo e documento di rapida consultazione, raccoglie venticinque minuti e sei episodi che sintetizzano questa maturazione. Registrato nella primavera del 2009 negli studi del famoso produttore Merel Bregante ad Austin, è una carrellata sulla competenza e i gusti dei Mandolin’ Brothers, ormai padroni di un linguaggio, meglio persino di molti colleghi d’oltreoceano. Ci sono ballate che hanno nel cuore e nell’anima The Band, come la pacifista Another Kind (testo tradotto in italiano nel libretto . . . perchè certe parole vanno spiegate bene), altre che si colorano di radici (la malinconica Dr. Dreams, le sfumature da border song di 49 Years), prima di dare sfogo alle chitarre ( Old Rock & Roll), anche se i piccoli capolavori si chiamano Hold Me e Moon road. La prima è un vispo country rock che respira a pieni polmoni l’aria texana, arricchendosi del dobro di Cindy Cashdollar (Dylan, Dave Alvin, Ryan Adams e molti altri nel suo curriculum), mentre la splendida title track possiede quasi un nucleo soul dove la voce di Jimmy Ragazzon mostra il fascino della sua raucedine e ci trascina nei grandi spazi americani. La lap steel della citata Cashdolalr fa ancora capolino, insieme al violino di Cody Braun (Reckless Kelly), ospiti (l’elenco è più lungo) condotti da Bregante in studio e che tuttavia non tolgono assolutamente i riflettori dagli attori principali: Moon Road porta la firma dei Mandolin’ Brothers e dovrebbero andarne giustamente fieri. (Fabio Cerbone)
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| Buscadero - novembre 2010 |
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novembre 2010![]() Come un fiume in piena. |
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gennaio 2011 ![]() . . . dalla rubrica : "Fuoritema" a cura di R i c c a r d o S a n t a n g e l o riccardo@amadeusonline.net
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miapavia.com |
Qual Buon Vento, navigante! (94.163.155.206) lunedì, 20 dicembre 2010 |
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| Articolo n. 9343 del 17 dicembre 2010 |
| Moon Road... |
Questa volta i Mandolin’ “l’hanno fatta grossa”!
In realtà, bypassando il gioco di parole, l’hanno fatta “grande”. Sì, perché dopo un album in studio ("Still Got Dreams" ) e un Live ("30 Lives!") osannati dalla critica, ecco che ci offrono un mini-lp con 6 brani nuovi + un DVD (prodotti da Merel Bregante e Massimo Visentin) sotto il titolo di Moon Road – Mandolin’ Brothers & friends.
E gli amici non sono da poco, visto che si tratta di noti musicisti statunitensi (Merel Bregante, Cindy Cashdollar al dobro, Lynn Daniel, Kenny Grimes, Doug Hudson, Carl Loschiavo, Cody Braun al violino) ed altri più pavesi come Marco Rovino e Stefano Pesci.
Non ho mai sentito nessun gruppo italiano suonare così “americano”; forse più americano di tanti gruppi statunitensi che suonano ormai per routine.
Belli i suoni, quel senso di “opaco da nicotina” da old country road, quell’indolente ritmo da viaggio perenne e ottima anche la scrittura dei brani: solo sei, ma piccoli gioiellini.
Il DVD contiene la testimonianza di un viaggio negli States, girato a Memphis dove hanno rappresentato l’Italia all’International Blues Challenge (tenutosi al B.B.King di Memphis) e poi ad Austin, durante le registrazioni del CD. Un viaggio in un sogno, quello di questi musicisti nostrani, che vagavano tra sale di registrazione, tramonti, palchi e roadhouse, con la stralunata impressione di essere finiti dentro un film: quello che avrebbero voluto interpretare da una vita.
Well done, guys!
Furio Sollazzi Pavia, 17/12/2010 (9343) |
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www.ilpopolodelblues.com gennaio 2011 |
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Mandolin’ Brothers & Friends - Moon Road (Cd & Dvd) (Studiottanta Fortuna Records) www.mandolinbrothersband.com www.myspace.com/mandolinbrothersband |
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Country rock made in Italy with a slight texan taste Innanzitutto un po’ di storia, come recita il sito. L’esordio risale al settembre 1979, quando Jimmy Ragazzon e Paolo Canevari si esibiscono in duo acustico di country blues, come supporter della Treves Blues Band. Quindi nel 1981 la prima formazione elettrica, con basso e batteria, vede il gruppo impegnato nel riprendere classici del rock blues. Agli inizi degli anni ’90, arriva l’introduzione della fisarmonica,delle tastiere (piano ed organo) ed il reinserimento del mandolino che avvicinano la band a sonorità roots rock. Oggi la formazione si presenta in due versioni, quella elettrica (Ragazzon, Canevari, Marco Rovino, Riccardo Maccabruni, Joe Barreca, Daniele Negro) e quella acustica in quartetto. Generalmente si presentano sul palco con brani originali e cover, ma per questo album (giustamente) hanno scelto le prime. Sei tracce registrate ad Austin, Texas, proprio per respirare l’aria giusta e assaggiare i sapori giusti per creare al meglio un genere giunto in Italia sulle ali della passione. Ecco che Hold Me, così come Old Rock & Roll ricordano il bel country rock in stile Eagles mentre Moon Road si presenta come ballata di grande fascino. C’è anche un Dvd che documenta le date americane tra Texas e Tennessee. Cosa C’è di meglio per una formazione che ha dedicato tutto questo tempo alla musica che ama? Michele Manzotti |
Hold Me 49 Years Moon Road Old Rock & Roll Dr.Dreams Another Kind |
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| UNITÀ - 5 dicembre 2010 |
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messaggio a Jimmy Ragazzon |
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ciao jimmy.. |
messaggio a Paolo Canevari |
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OK, now it’ clear . . . |
tratto dal nostro |
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Name: Merel Bregante
(
Homepage ) |
tratto dal nostro |
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Name: Lynn Daniel |
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www.erichanke.com | |
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Jimmy Ragazzon suona l’armonica nel brano "Mr. Slim’s Blues" nell’album "Factory Man" di Eric Hanke. | |
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"I just got Moon Road today, I love it!
I like the songs, the style, the production, congratulations men!
Tina and I also really like the dvd, I think its a really cool thing
to get to know the band a little bit and documents a really cool happening with the band." |